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Buone vacanze a tutti i nostri ragazzi su strada ed tutto lo staff dei nostri uffici centrali e periferici.
Un ringraziamento per i primi 6 mesi di lavoro, che ci hanno visto nuovamente leader sul mercato nazionale, viene rivolto dal CEO a tutto il personale dell’azienda; un’azienda, come ama ripetere, fatta di uomini e donne, delle loro piccole e grandi storie, anche delle loro quotidiane vicissitudini e non solo di carte e di numeri.  Un’azienda che corre sempre più veloce e con un motore sempre più pronto ad affrontare le improvvise accelerate richieste dal mercato. Un’azienda che ha visto, dopo 11 mesi di attività commerciale all’estero, intensa ed attentamente programmata, ottenere i primi riscontri e riconoscimenti ed i primi contratti di lavoro, nella massima, assoluta e costante trasparenza che contraddistingue la policy aziendale e la governance voluta dai soci del gruppo. Un grazie a tutta la direzione generale, tecnica ed al nostro CFO per la pazienza e la costanza e la straordinaria dedizione al lavoro. La voglia di crescere è tanta, sopratutto quella di misurarsi con altri mercati fuori dai confini di questo Paese, sempre più avvitato su se stesso, senza alcuna prospettiva di crescita, rinnovamento politico, sociale ed economico, che sbatte la porta in faccia ai giovani e discute solo ed esclusivamente di questioni di lana caprina, dimenticando le reali esigenze di imprese e famiglie. Noi guardiamo avanti e, mentre poco meno di 150 collaboratori, tra diretti ed indotto, si riposano per le prossime tre settimane, gli azionisti del gruppo, il CDA al completo con il suo CEO ed il nostro responsabile alle Pubbliche Relazioni e Rapporti Istituzionali sono al lavoro a porte chiuse per ripartire con maggior energia e vigore e portare avanti le strategie commerciali in Turchia, Romania, Polonia e Francia, ed hanno il sapore del rinnovamento ed ampliamento delle risorse tecniche operative, del parco macchine per garantire migliori e più rapidi servizi per i nostri clienti. Ecogest ha in questo momento in portafoglio una potenziale capacità di acquisizione lavori sui mercati stranieri di poco inferiore ai 20 milioni di euro, il che si traduce in un aumento dell’occupazione di circa 55/60 unità oltre ai dirigenti e project manager che potranno essere chiamati a svolgere un ruolo chiave nella fase di internazionalizzazione della azienda. Una battuta di qualche giorno fa, che però fa riflettere rispetto alla visione del sistema paese Italia rispetto a quella dei mercati stranieri, colta in una riunione del CEO con alcuni partner finanziari, riportava testualmente “se saremo bravi, per il 2020 apriamo la branch Italia del gruppo …”. E questa la dice lunga sulla determinazione del gruppo a percorrere la strada dell’internazionalizzazione aziendale. I dati nazionali di fine luglio per il settore dei servizi, riferiti agli appalti, riportano la media dei massimi ribassi, oramai determinata come soglia di anomalia al 51,20 %. Se questo significa fare crescere le aziende nell’assoluta indifferenza dello Stato, allora siamo certi che la battuta del CEO non era poi così tanto sbagliata.
Buone vacanze a tutti!